GACKT Official X Update. Traduzione a seguire

【Il futuro creato dall’IA e ciò che gli esseri umani potrebbero perdere】

La loro tecnologia è davvero notevole.

Grazie all’intelligenza artificiale, hanno dato vita al mondo del mio nuovo brano, “STAND ALONE”, sotto forma di videoclip.

Innanzitutto,
desidero esprimere il mio sincero rispetto
al team di intelligenza artificiale che ha creato quest’opera.

Grazie.

Quando realizzo personalmente un video musicale,
non cerco soltanto la bellezza visiva.

Valuto il significato che sta dietro a ogni singolo taglio:
cosa mostrare in un dato momento della musica
e verso dove orientare le emozioni dello spettatore
attraverso quelle immagini.

Per appena pochi secondi di girato,
posso trascorrere ore a riflettere e perfezionare il lavoro innumerevoli volte.

Perché è nel momento in cui musica e immagini convergono
che le emozioni — quelle che le sole parole non potrebbero mai esprimere appieno —
prendono finalmente forma.

That, to me,
is the true fascination of visual expression.

In quest’opera, percepisco qualcosa che va oltre la semplice generazione di immagini da parte di un’intelligenza artificiale;
avverto i tentativi, gli errori e la sensibilità artistica degli autori stessi.

Nuova tecnologia,
unita all’immaginazione umana che la manovra—

Quando questi due elementi si intersecano,
mondi un tempo impossibili da esprimere
iniziano a prendere forma.

È davvero affascinante.

Grazie all’intelligenza artificiale,
siamo entrati in un’epoca in cui è possibile portare sullo schermo mondi grandiosi e immaginari,
anche senza disporre di capitali, attrezzature o una vasta rete di contatti.

Per chi possiede talento
ma non dispone dell’ambiente favorevole o delle opportunità per esprimersi,
ciò potrebbe aprire possibilità immense.

Pertanto,
non ho alcuna intenzione di rifiutare la tecnologia dell’IA in sé.

Non vedo l’ora di vedere
fino a che punto si evolverà.

Tuttavia,
proprio perché il potenziale è così vasto,
vi è anche un senso di pericolo intrinseco.

Dopotutto,
da cosa ha imparato questa intelligenza artificiale
per acquisire la sua capacità di esprimersi?

Competenze perfezionate nel corso di una vita,
opere realizzate nell’arco di molti anni,
creazioni in cui sono stati riversati una quantità enorme di tempo e passione. Il timore che il proprio lavoro possa essere utilizzato per l’apprendimento automatico all’insaputa dell’autore non è una questione da liquidare con leggerezza.

L’intelligenza artificiale impara da ciò che gli esseri umani hanno creato, rendendo possibile la realizzazione di forme di espressione che, in passato, risultavano difficili da ottenere per l’uomo.

Fino a questo punto, è una cosa meravigliosa.
Ma cosa succede se questa tecnologia porta i creatori originali a perdere la propria fonte di sostentamento?
Come dovremmo affrontare l’esigenza di garantire rispetto, un’equa remunerazione e la condivisione dei profitti con questi creatori?
È una realtà che si sta già manifestando e che richiede una seria riflessione.
Inoltre, mi preoccupa profondamente la possibile scomparsa di quegli stessi luoghi in cui gli esseri umani affinano le proprie competenze.
Se ci concentriamo esclusivamente sull’efficienza e sui costi, il numero di attività che è meglio lasciare all’intelligenza artificiale continuerà indubbiamente a crescere.
Eppure, anche quelli che oggi definiamo creatori di “alto livello” non lo sono sempre stati.

Hanno affrontato ripetuti fallimenti, ricevuto aspre critiche dai propri mentori, lottato contro la disperazione derivante dai propri limiti; eppure, nonostante tutto, hanno continuato a creare.
Questo accumulo di esperienze plasma la padronanza tecnica e la sensibilità di una persona, evolvendosi col tempo in una forma di espressione unica, che solo quell’individuo è in grado di generare.
Se l’intelligenza artificiale dovesse farsi carico di tutti questi compiti fondamentali, dove potrebbe acquisire l’esperienza necessaria la prossima generazione?
Non si tratta soltanto del lavoro dei professionisti di oggi.
Se dovessimo perdere gli ambienti stessi in cui crescono i professionisti del domani, potremmo davvero definire tutto ciò un’«evoluzione» per l’umanità?
Vi sono, inoltre, pericoli più immediati.
L’intelligenza artificiale è in grado di replicare la voce, il volto e l’aspetto di una persona senza il suo consenso.

Può portare le persone a «dire» cose che non hanno mai pronunciato e a «fare» cose che non hanno mai realmente compiuto.

Queste riproduzioni stanno diventando così sofisticate da risultare quasi indistinguibili dall’originale.

Se utilizzata con intenti malevoli, una tale tecnologia potrebbe facilmente distruggere la reputazione e la dignità di un individuo.

Ciò che è *tecnicamente possibile* e ciò che è *eticamente accettabile* sono due cose del tutto differenti. Se l’etica umana non riesce a tenere il passo con il progresso tecnologico, la comodità può facilmente trasformarsi in un’arma pericolosa.

E questo — questo è il punto che mi dà maggiormente da riflettere.

Dai un’istruzione a un’IA.
L’IA presenta diverse possibili risposte.
Scegli quella che preferisci.

Successivamente fornisci ulteriori istruzioni per perfezionarlo,
portandolo gradualmente al completamento.

Bisogna ammettere che
questa è una forma di creazione.

Ma ripetendo questo processo,

«Sto davvero creando ciò che mi ero prefissato di creare?»

O,

«Sto semplicemente scegliendo qualcosa che mi piace
tra le opzioni che l’IA ha presentato?»

Il confine tra i due inizia a farsi sfumato.

Inoltre,
dato che è così facile ottenere prodotti finiti,
non potremmo finire per considerare gli atti stessi del pensare,
del confrontarsi con l’incertezza,
o ​​persino del fallire,
come nient’altro che una scocciatura?

La gioia della creazione
non risiede soltanto nell’opera compiuta.

Consiste nel concepire qualcosa dal nulla,
nel lottare quando le cose non vanno come previsto,
nel demolire tutto per ricominciare da capo
e — nonostante tutto — nel perseverare finché non prende forma.

È proprio questo processo
ad aver alimentato la creatività umana.

Se dovessimo delegare anche quel processo a un’intelligenza artificiale,
cosa resterebbe di noi in quanto esseri umani?

L’intelligenza artificiale continuerà a evolversi.

Fermare tale evoluzione
probabilmente non è una prospettiva realistica.

È proprio per questo che
anche noi dobbiamo cambiare.

Ci sono ambiti in cui delegare all’intelligenza artificiale
può amplificare il potenziale umano.

Al contrario,
vi sono aspetti che gli esseri umani devono — per propria volontà —
proteggere e continuare a perfezionare.

Non dobbiamo stabilire dove tracciare tale linea
basandoci esclusivamente sull’efficienza o sul profitto.

Sebbene non condanni chi utilizza l’intelligenza artificiale,
ritengo anche che non si debbano mai ignorare le voci di coloro
che nutrono un senso di allarme al riguardo.

Ci sono valide ragioni
per ascoltare entrambe le parti. Desidero esprimere il mio sincero rispetto e la mia gratitudine agli autori di quest’opera per aver accettato la sfida di esplorare nuove forme di espressione.
In quanto persona anch’essa impegnata in un lavoro creativo, intendo continuare a riflettere su come questa tecnologia debba essere utilizzata.
Un’ultima cosa.
Ciò che temo davvero non è che l’intelligenza artificiale superi l’umanità.
È la possibilità che gli esseri umani smettano di pensare con la propria testa.
Non si tratta tanto di ciò che l’intelligenza artificiale è in grado di fare, quanto piuttosto di ciò che gli esseri umani sceglieranno di fare una volta che avranno a disposizione tale tecnologia.

In definitiva, è questo che plasmerà il futuro.
Come immagini il futuro rapporto tra intelligenza artificiale e umanità?

Translation: GACKT ITALIA Team

Translation © GACKT ITALIA

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